Museo di Chimica di Roma

 

Carta d’identità:
 
Indirizzo: Dipartimento di Chimica, Università “La Sapienza”, Piazzale Aldo Moro 5, 00185, ROMA.
Recapito telefonico e fax: 0649913167
Eventuale sito web: http://www.chem.uniroma1.it/museo/home.htm
(il sito è sia in inglese che in italiano)
Primo direttore: prof. Giorgio di Maio (n° tel: 064991367);
Ex-direttore (fino al 2005): prof. Errico Zeuli (errico.zeuli@uniroma1.it), n° 0649913230
Attuale nuovo direttore: prof. Luigi Campanella, prof. Ordinario di Chimica dell'Ambiente e dei Beni Culturali nell'Università di Roma La Sapienza.
Indirizzo e-mail: museodichimica@uniroma1.it
Il museo è aperto / chiuso al pubblico: aperto.
Orario di apertura: da lunedì a venerdì su appuntamento.
Costo: gratuito.
Ente di appartenenza: Università, Università “La Sapienza” di Roma.
Il museo deve sostenersi economicamente oppure no? Si, tramite l’università.
Anno di fondazione: 1986, apertura al pubblico nel 1992.
 
Struttura:
Metri quadri totali del museo / collezione: 250.
Di questi, metri quadri adibiti a spazi espositivi aperti al pubblico: tutti.
Numero di stanze: 2 grandi sale, una dedicata all’esposizione storica e una per le attività interattive
Il museo dispone di una biblioteca (se si indicare i metri quadri): No, però esiste un ambiente adibito al “dietro le quinte”, dove si preparano le attività, si aggiustano gli strumenti.
Il museo ha personale retribuito? Sì, attualmente c’è la dottoressa Giuliana Troiani.
Indicare quante persone si occupano del museo come volontari: Dipende dal periodo. Tipicamente, oltre al direttore ci possono essere uno stagista e un borsista. Il museo si avvale anche di piccole collaborazioni con il dipartimento di chimica. Recentemente c’è la possibilità per i giovani laureandi di fare tesi all’interno del museo.
 
Contenuti:
Indicare brevemente cosa contiene il museo / collezione:
Il museo contiene tra le sue collezioni strumenti di laboratorio del XIX e XX secolo e supporti didattici con illustrazioni. Molti documenti e strumenti storici provengono dalla collezione di Stanislao Cannizzaro e del suo gruppo, e risalgono a quando, nel 1872, Cannizzaro giunse a Roma e istituì il Regio Istituto Chimico. Sono da menzionare anche crioscopi, ebullioscopi, termometri, antiche strumentazioni per l'analisi elementare, colorimetri, spettroscopi e le tavole a colori di Von Schroeder, relative ai primi impianti chimici. Sono esposte anche alcune apparecchiature per la misura della radioattività, costruite da Blanc, che lavorò presso lo stesso Istituto agli inizi del XX secolo. Sono esposte anche apparecchiature per la misura dei pesi molecolari e atomici. Tra gli oggetti, ci sono i coloranti sintetici contenuti in bottiglie ottocentesche, provenenti da una ditta di Francoforte. Il museo contiene anche oggetti recenti, come spettrografi, spettrofonometri e microscopi elettronici.
Esiste un catalogo del materiale? Tutto il materiale del museo è stato catalogato, fotografato e recentemente le foto di tutti gli oggetti sono visibili sul sito web. Esiste un catalogo cartaceo, ma non è ancora stato reso disponibile in formato elettronico.
Esistono numerose foto e una piccola galleria virtuale del museo visitabile sul web.
Avete delle brochure o dei depliant? Esiste del materiale informativo del museo, comprese locandine dei vari eventi sponsorizzati dal museo, come mostre e attività didattiche.
Numero di bacheche: Ci sono sette vetrine principali.
Numero di oggetti: circa 3500.
Numero di strumenti: circa 50.
C’è una collezione storica? (se sì, indicare gli oggetti più significativi) Sì, questa è una collezione di oggetti prevalentemente di valore storico.
Ci sono collezioni private? No.
Ci sono spazi interattivi? Sì.
Ci sono esperienze di laboratorio per i visitatori? (se sì, dare qualche informazione aggiuntiva)
Sì, una delle mission del museo è proprio la didattica, aperta a qualsiasi tipo di visitatore dai bambini delle scuole elementari ai ragazzi dell’università. All’interno della struttura del museo si possono fare piccole esperienze che hanno lo scopo di avvicinare alla chimica. Si tratta di esperienze in cui la reazione chimica è seguita attraverso un cambiamento di colore oppure lo sviluppo di gas.
Ci sono pannelli esplicativi? Sì.
Ci sono spiegazioni e/o didascalie degli oggetti? Sì, ci sono testi semplici che spiegano il nome e la storia degli oggetti in breve.
Prevale la componente oggettivistica o il materiale cartaceo? Oggettivistica.
 
Rapporto con l’esterno e/o con il pubblico:
Il museo svolge attività didattica? Sì. Dal 1988 a oggi tutti gli eventi legati alla didattica sono riportati sul sito web. All’interno della struttura del museo si possono fare piccole esperienze che hanno lo scopo di avvicinare alla chimica. Si tratta di singole esperienze piuttosto semplici in cui la reazione chimica è seguita attraverso un cambiamento di colore oppure per lo sviluppo di gas. Tipicamente, le attività didattiche occupano un’ora e sono seguite da una persona, che prima fa osservare il fenomeno, poi spiega i concetti e poi ripete nuovamente il fenomeno.
Il museo organizza iniziative, mostre ed eventi? Sì, organizza due eventi ogni anno, come mostre o esposizioni all’interno del museo. Alcuni esempi di iniziative sono: “I Tesori del Dipartimento di Chimica”, “Valori e significati dell’alimentazione”, “Chimica elettrizzante. Luce, calore, elettroni in movimento”, “Sabato chimica: una mostra da gustare”…
Quale è il numero di visitatori medio? (mensile o annuale) 4000 alunni, dalle materne alle superiori, ogni anno.

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