Museo di Chimica Agraria “Carlo La Rotonda” di Portici

 

Carta d’identità:

Indirizzo: via Università, 100, 80055, Portici, Napoli
Recapito telefonico: 081/7885211-07
fax: 081/7755130
Eventuale sito web: non c’è.
Direttore/curatore/responsabile: Carmine Amalfitano
Indirizzo e-mail: carmine.amalfitano@unina.it
Il museo è aperto / chiuso al pubblico: il museo è attualmente in allestimento.
Costo: gratuito.
Ente di appartenenza: Dipartimento di Scienze chimico-agrarie, Università di Napoli “Federico II”.
Anno di fondazione: Non è stato ancora aperto.
Il museo deve sostenersi economicamente oppure no? Sì.

 

Struttura:
Metri quadri totali del museo / collezione: Non indicati.
Il museo dispone di una biblioteca (se si indicare i metri quadri): Sì.
Il museo ha personale retribuito? No.
 
Contenuti:
Indicare brevemente cosa contiene il museo / collezione:
La Collezione è costituita da una raccolta di:
• elementi e composti chimici.  
• antiche strumentazioni e attrezzature scientifiche, utilizzate sia per l’attività didattica sia per le indagini analitiche.   
• documenti e libri di antiquariato di contenuto prevalentemente relativo alla Chimica alla Chimica Agraria, alla Chimica Fisica, alla Bromatologia e alla Pedologia.
Questi strumenti e oggetti sono stati acquisiti nell’arco temporale di circa 100 anni, dalla fondazione della Cattedra e del Laboratorio di Chimica Agraria, avvenuta nel 1872, fino alla metà degli anni ’70. Le apparecchiature sono presenti, oggi, nell’inventario Dipartimento di Scienze del Suolo, della Pianta e dell’Ambiente dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.
La raccolta è costituita da oltre duecento beni che vanno da semplici lampade di Bunsen a complessi manometri a mercurio, da apparecchiature per la spettroscopia e la calorimetria, per l’epoca sofisticate, ad affascinanti strumentazioni per indagini elettrochimiche, colorimetriche e fotometriche. Un’ampia parte della raccolta è dedicata a strumenti utilizzati per l'insegnamento della Chimica Agraria e d’altri settori della Chimica. Spiccano per valore estetico gli strumenti della fine del XIX e dell’inizio del XX secolo, realizzati con materiali quali il ferro e la ghisa bruniti, l’ottone, con viti e manopole nichelate, con lenti e prismi di quarzo, sistemati su strutture di supporto di legno di rovere e di castagno, assemblati dalle migliori ditte europee e americane, fra le quali: la Ernst Leitz di Berlino, la Carl Zeiss di Jena, la Cambridge Instruments Co. LTD, Inghilterra, la Leeds & Northrup Co. di Filadelfia.
E’ custodito, ancora, un vasto assortimento di bilance di precisione e tecniche. Particolarmente bella è quella a due piatti, di notevoli dimensioni, protetta in una teca di faggio con cimasa di gusto proprio degli inizi del novecento. Sono da ricordare le storte, i mortai di porcellana, le capsule di quarzo, alcune di dimensioni inusitate, le stufe ad acqua e i bagnomaria di rame, che costituiscono valida testimonianza della intensa attività di ricerca del passato.
Esiste un CD che raccoglie numerose fotografie, la storia e altre informazioni sui contenuti della collezione.
C’è una collezione storica? La collezione è prevalentemente storica.
Ci sono collezioni private? No.
Ci sono spazi interattivi? No.
Esperienze di laboratorio per i visitatori? No.
Ci sono pannelli esplicativi? No.
Ci sono spiegazioni e/o didascalie degli oggetti? Per il momento no.
Prevale la componente oggettivistica o il materiale cartaceo? Oggettivistica.
 
Rapporto con l’esterno e/o con il pubblico:
Nessun rapporto per ora.

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